Shire Brewing - Ecbert

“I fascinosi viaggi nella fumosa Londra hanno sempre influenzato la nostra filosofia di produzione. La prima nata di casa SHIRE Brewing non poteva non essere una classica English Best Bitter. Una compagna di viaggio per lunghe serate da trascorrere rigorosamente al bancone. Prodotta con il 100% di malti inglesi provenienti dalla malteria Thomas Fawcett & Sons ( West Yorkshire ) ed i tradizionalissimi luppoli Fuggle ed East Kent Golding. Due colonne portanti della produzione brassicola anglosassone, unici nel donare alla birra i tipici sentori “english”: erbaceo e floreale dal nobile EKG, speziato e tipico legnoso dal Fuggle, dove quest’ultimo ci riporta sensorialmente su un emblematico ed umido bancone inglese. Fermentata con un tradizionale lievito britannico, questa birra esprime il concetto per eccellenza di session-beer, ovvero birre leggere da “sessione”, dove una pinta tira l’altra sino a non veder la fine. Ecbert è una dedica al sovrano che nella prima parte del nono secolo rese il Wessex il più potente tra i regni anglosassoni.”

  • STILE – 11B – Best Bitter
  • FERMENTAZIONE – Alta
  • PROVENIENZA – Italia
  • GENERE – Artigianale
  • SITO DEL PRODUTTORE – https://www.shirebrewing.it/
  • LOTTO – L2452
  • DATA IMBOTTIGLIAMENTO – 05/02/2024
  • DATA SCADENZA – 01/2025
  • DATA DEGUSTAZIONE –  03/04/2025
  • TEMPERATURA LUOGO – 20°
  • TEMPERATURA DI SERVIZIO – 10°
  • CALICE UTILIZZATO – Pinta
  • ALCOOL – 4 %
  • GRADI PLATO – Non Dichiarato
  • IBU – Non Dichiarato
  • EBC – Non Dichiarato
  • REPERIBILITA’ – Siti specializzati o shop del birrificio stesso

Questa “American Bianchina” si presenta con un mistero da risolvere: dallo stesso birrificio viene definita o White IPA o American Wheat, a seconda del lotto di produzione. Anche Untappd non è chiaro sullo stile di questa birra: il primo sorso però a me fuga ogni dubbio e la identifico come White IPA (nonostante gli stili menzionati non siano poi così distanti). Il colore è giallo paglierino ed è assai velata; schiuma bianca, poco persistente e di media abbondanza, a grana piuttosto grossolana.

Sono gli esteri i protagonisti di questa Americana Bianchina: decisamente importanti al naso (arancia, pesca, albicocca e un tropicale intenso, soprattutto ananas). Malto molto basso con un lieve accenno di granaglie. Onestamente, non avverto il frumento, sempre molto facile da scorgere. Bassi fenoli (pepe) e nessun accenno di coriandolo, che mi aspetterei di trovare. Una traccia di ossidazione è evidente.

Anche durante l’ assaggio gli esteri si confermano tanto, troppo intensi: l’ arancia e la zesta della stessa dominano in lungo e in largo, appena “tagliati” dal coriandolo che finalmente riesco a recepire, comunque in modo molto basso. Malto molto leggero, sotto forma di granaglie. L’ amarezza è medio-alta e non troppo elegante, è un po’ tagliente; finale secco e bilanciamento indubbiamente verso il luppolo, che garantisce aromaticamente un po’ di erbaceo. Retrolfattivamente, frutta tropicale ed erbaceo.

Corpo che trovo essere medio-basso; gasatura medio-alta e bassa astringenza, prevista dallo stile e non eccessiva. Nessuna sensazione alcolica, bassa cremosità, sapidità medio-bassa e bassa acidità.

E’ una birra che mi lascia perplesso innanzitutto per la non chiarezza dello stile, ma poco importa questo; purtroppo la trovo troppo sbilanciata sul fruttato e con un amaro un po’ aggressivo e poco integrato col resto della struttura. Pochissimo presente la parte maltata e addirittura si fa fatica a sentire il coriandolo, notoriamente molto caratterizzante. Tecnicamente non male (solo una traccia di ossidazione palese), la mia critica è puramente stilistica e sul bilanciamento. La bevuta è, tutto sommato, di piacere medio.

La abbinerei a pietanze che si esaltino con il potente fruttato che la birra scaturisce, magari anche dessert a base di frutta.

Consigliata a chi ama gli esteri intensi e a chi apprezza un amaro molto incisivo, poco aromatico e le birre con una gasatura importante.

VALUTAZIONE PIACEVOLEZZA

6.6/10

66/100

VALUTAZIONE METODO BJCP

2.7/5

27/50