
Birra dell'Eremo - The Snatch
” The Snatch è una british strong ale da 8,0% vol, è una collaborazione con gli amici di SHIRE. La birra si presenta di color biondo carico con riflessi arancio e schiuma color avorio. Al naso troviamo leggeri sentori fruttati che esaltano l’aroma delicato dei malti inglesi. In bocca entra morbida e avvolgente con le note di caramello e nocciola che accompagnano la bevuta. Il finale di sorso è secco con una sensazione di warming crescente ed un amaro piacevolmente lungo. “il piccoletto sta pregando. E se non sta pregando, cavolo, sarebbe meglio che lo facesse”
- STILE – 17A – British Strong Ale
- FERMENTAZIONE – Alta
- PROVENIENZA – Italia
- GENERE – Artigianale
- SITO DEL PRODUTTORE – https://www.birradelleremo.it/
- LOTTO – L/16824
- DATA IMBOTTIGLIAMENTO – 16/08/2024
- DATA SCADENZA – 08/2025
- DATA DEGUSTAZIONE – 03/04/2025
- TEMPERATURA LUOGO – 21°
- TEMPERATURA DI SERVIZIO – 13°
- CALICE UTILIZZATO – Teku
- ALCOOL – 8 %
- GRADI PLATO – Non Dichiarato
- IBU – Non Dichiarato
- EBC – Non Dichiarato
- REPERIBILITA’ – Siti specializzati o shop del birrificio stesso
Questa “American Bianchina” si presenta con un mistero da risolvere: dallo stesso birrificio viene definita o White IPA o American Wheat, a seconda del lotto di produzione. Anche Untappd non è chiaro sullo stile di questa birra: il primo sorso però a me fuga ogni dubbio e la identifico come White IPA (nonostante gli stili menzionati non siano poi così distanti). Il colore è giallo paglierino ed è assai velata; schiuma bianca, poco persistente e di media abbondanza, a grana piuttosto grossolana.
Sono gli esteri i protagonisti di questa Americana Bianchina: decisamente importanti al naso (arancia, pesca, albicocca e un tropicale intenso, soprattutto ananas). Malto molto basso con un lieve accenno di granaglie. Onestamente, non avverto il frumento, sempre molto facile da scorgere. Bassi fenoli (pepe) e nessun accenno di coriandolo, che mi aspetterei di trovare. Una traccia di ossidazione è evidente.
Anche durante l’ assaggio gli esteri si confermano tanto, troppo intensi: l’ arancia e la zesta della stessa dominano in lungo e in largo, appena “tagliati” dal coriandolo che finalmente riesco a recepire, comunque in modo molto basso. Malto molto leggero, sotto forma di granaglie. L’ amarezza è medio-alta e non troppo elegante, è un po’ tagliente; finale secco e bilanciamento indubbiamente verso il luppolo, che garantisce aromaticamente un po’ di erbaceo. Retrolfattivamente, frutta tropicale ed erbaceo.
Corpo che trovo essere medio-basso; gasatura medio-alta e bassa astringenza, prevista dallo stile e non eccessiva. Nessuna sensazione alcolica, bassa cremosità, sapidità medio-bassa e bassa acidità.
E’ una birra che mi lascia perplesso innanzitutto per la non chiarezza dello stile, ma poco importa questo; purtroppo la trovo troppo sbilanciata sul fruttato e con un amaro un po’ aggressivo e poco integrato col resto della struttura. Pochissimo presente la parte maltata e addirittura si fa fatica a sentire il coriandolo, notoriamente molto caratterizzante. Tecnicamente non male (solo una traccia di ossidazione palese), la mia critica è puramente stilistica e sul bilanciamento. La bevuta è, tutto sommato, di piacere medio.
La abbinerei a pietanze che si esaltino con il potente fruttato che la birra scaturisce, magari anche dessert a base di frutta.
Consigliata a chi ama gli esteri intensi e a chi apprezza un amaro molto incisivo, poco aromatico e le birre con una gasatura importante.
